Dimmi che fisicità hai e ti dirò l’abito perfetto per te!
febbraio 21 , 2018 moda-matrimonio

Dimmi che fisicità hai e ti dirò l’abito perfetto per te!

La scelta dell’abito è un momento topico per ogni futura sposa. Lo provi, ti guardi allo specchio e lo senti subito se quello giusto o no. Lo riconosceresti tra mille: è amore a prima vista. A volte però è necessario venire a patti con la nostra fisicità, non per nasconderla ma piuttosto per esaltarne i punti forti.

Qualunque fisico abbiate, che sia a clessidra, a pera, a mela, a rettangolo o a triangolo invertito, esiste un abito là fuori fatto su misura per voi, per valorizzare la vostra figura e, ovviamente, venire incontro al vostro gusto e stile personale.

Fisicità a clessidra: abito a sirena, a principessa, a ruota… tutti insomma!

È il fisico più invidiato, non c’è che dire! Spalle larghe quanto i fianchi e vita stretta, una donna dalla fisicità a clessidra ha senza dubbio il fisico più proporzionato. E non importa che sia alta o bassa, curvy o magra, le proporzioni conferiscono a prescindere un’elegante figura ad S.
Queste proporzioni perfette consentono di poter indossare praticamente qualsiasi abito: da un abito aderente con una gonna ampia, cosiddetto princess style, a uno a ruota che evidenzia il suo punto vita sottile. Sono forse gli abiti a sirena, che fasciano la figura, aprendosi all’altezza delle ginocchia, ad essere il non plus ultra per il fisico a clessidra: questi modelli mettono in risalto le sue proporzioni perfette, ovvero il punto forte della donna clessidra.

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FONTE: Pinterest

Fisicità a pera: abito ampio

Spalle strette, seno piccolo o regolare dalla prima alla terza misura, fianchi larghi: sono le caratteristiche della donna con il fisico a pera, cioè che si allarga via via verso la parte inferiore del corpo, come a formare un triangolo. Con questo tipo di fisicità c’è bisogno di riequilibrare la figura, portando l’attenzione sulla parte superiore e minimizzando quella inferiore.

Vi vedo voi, fisici a pera lamentarvi dei vostri fianchi larghi. Primo, accettate che la vostra mamma vi ha fatto il bacino largo e dovreste limarvi le ossa per cambiarvi. Secondo, non disperate! Apparirete bellissime nel vostro fantastico abito dalla linea ampia, arricchito da un dettaglio ‘importante’ sulla parte superiore. Potrebbe essere ad esempio un fiocco, dei ricami in pizzo o delle applicazioni che allarghino otticamente le spalle. Mi raccomando, lo scollo possibilmente ampio a V: quello all’americana evidenzierebbe le spalle strette e noi non lo vogliamo!

A questo punto ci si può concentrare sulla vita, che può essere senz’altro sottolineata, evitando però di tagliarla troppo alta. Meglio scegliere abiti a vita bassa, come quelli a bustier che poi si allargano via via scendendo.
Dalla vita in giù l’abito deve essere ampio o svasato. Quindi dichiariamo bandita la gonna aderente: mi spiace ragazze ma metterebbe in risalto il difetto dei fianchi larghi.

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FONTE: Pinterest

Fisicità a mela: abito stile impero

La fisicità a mela è quella dalla linea tondeggiante, a volte in sovrappeso, con braccia paffute e busto pieno. Bisogna, in questo caso, valorizzare il decolletè, optando per un abito da sposa che esalti i punti forti. Obiettivo numero uno sarà quello di stringere il punto vita, e slanciare la figura poiché per conformazione la donna con fisicità a mela sembra sempre poco slanciata.

È quindi preferibile optare per un abito a stile impero che evidenzi il seno e nello stesso tempo allunghi la figura dal busto in giù. Per valorizzare il seno, concorrono ricami e pizzi applicati nelle parti più rotonde del busto, compreso sotto le braccia. La scollatura è ampia per dare ariosità al busto e slancio al collo. La gonna potrà essere leggermente svasata ad A, che scenda morbidamente lungo le gambe, oppure ampia a ruota. Si può giocare, inoltre, con i doppi strati e con un micro drappeggio che coprano la pancia. Inoltre, questo tipo di abito è perfetto per le spose in dolce attesa.

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FONTE: Pinterest

Fisicità a rettangolo: abito a colonna o a tunica anni ’20

In questa tipologia di fisicità la vita ha la stessa larghezza delle spalle e dei fianchi. Una donna con fisicità a rettangolo può essere mascolina o magra ma comunque senza particolari curve.

Gli abiti che meglio la valorizzano sono quelli lineari, a colonna, a tunica o con linea svasata ad A. Meglio evitare abiti troppo aderenti che rischierebbero di evidenziare fin troppo l’assenza di forme, rendendo paradossalmente la magrezza un difetto. Sì quindi ad abiti morbidi o a tubino strutturati che ridisegnano la silhouette.
Via libera ad accessori che arricchiscano il tessuto quali ricami che seguano le line del corpo, focalizzandosi nei punti cruciali. Sì anche alle sovrapposizioni e ai volumi per valorizzare la linea.

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FONTE: Pinterest

Fisicità a triangolo invertito: monospalla o con scollatura all’americana

Contrariamente alla fisicità a pera, nelle donne che possiedono una fisicità a triangolo invertito, la parte superiore è più ampia di quella inferiore: spalle ampie, braccia tornite e fianchi stretti: non è raro che questo tipo di donna abbia il fisico da atleta o naturalmente muscoloso.

L’abito da sposa per questo tipo di fisico deve avere una linea pulita e un occhio di riguardo per lo scollo che, chiaramente, non dovrà essere troppo ampio, per non allargare ulteriormente la parte superiore del corpo, aumentando la sproporzione. Gli scolli più indicati sono all’americana o a ‘canotta’, proprio per enfatizzare l’aspetto atletico di questa figura. Indicato anche il monospalla, che va a restringere con un effetto ottico le spalle. Mi raccomando, puntate a sottolineare la vita, alzandola fino a creare uno stile impero; oppure stringerla e lasciare che la gonna accarezzi le gambe per aprirsi sul fondo (modello sirena).

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FONTE: Pinterest
13 STEP per arrivare al grande giorno senza stress!
febbraio 15 , 2018 matrimonio

13 STEP per arrivare al grande giorno senza stress!

Quando arriva la proposta, il momento è magico! Siamo avvolte da una nuvola di emozioni così intense che, a volte, sembra quasi di perdere il contatto con la realtà. Diciamocelo, non esiste altro in quel momento!
Potrebbe accadere però che, tra mille cose da fare e da pensare, la magia svanisca e ci si senta un po’ demoralizzate e troppo impegnate. Insomma, finisce che si smarriscono l’emozione e la gioia del programmare la giornata che dovrà essere il tripudio dell’amore.

Non disperate! Per evitare tutto ciò, ho deciso di correre in vostro soccorso, con una mini guida sugli step più importanti per un matrimonio a prova d’imprevisto!

Ecco come riempire l’agenda per un anno intero senza stress.

STEP 1 – 1 anno prima

Scegliere le chiesa se si opta per un matrimonio religioso e, nel caso non fosse la chiesa della vostra parrocchia, chiedere il nulla osta al vostro parroco.
Per il rito civile basterà recarvi in comune dove effettueranno i dovuti controlli dei vostri documenti e fisseranno la “promessa di matrimonio”.

STEP 2 – 11 mesi prima

Scegliere la location più adatta per il grande giorno. Mi raccomando, cercate di avere già un’idea di quanti invitati presenzieranno in modo tale da considerare spazi adeguati!

STEP 3 – 10 mesi prima

Scegliere i testimoni, stilare una lista di fornitori e cominciare a cercarli. In caso di matrimonio religioso, iniziare il corso prematrimoniale.

STEP 4 – 9 mesi prima

Confermare i fornitori.

STEP 5 – 8 mesi prima

Scegliere gli addobbi floreali.

STEP 6 – 7 mesi prima

Cominciare a cercare l’abito (anche se so già che lo avrete scelto allo step n.1!)

STEP 7 – 6 mesi prima

Terminato il corso prematrimoniale, verrà consegnato il modulo con il quale si fisserà la “promessa di matrimonio” in comune. Si avranno 6 mesi di tempo per sposarsi e il comune affiggerà le pubblicazioni per 2 settimane.

STEP 8 – 5 mesi prima

Organizzare il viaggio di nozze. Meglio affidarsi ad un’agenzia di fiducia: arrabattarsi ed improvvisarsi agenti di viaggio, in questo caso, può rivelarsi catastrofico.
Scegliere le bomboniere.

STEP 9 – 4 mesi prima

Confermare il viaggio di nozze nell’agenzia cui ci si è rivolti.

STEP 10 – 3 mesi prima

Spedire gli inviti e preparare la lista nozze.

STEP 11 – 2 mesi prima

Definire il menù. Mi raccomando, abbiate cura di informarvi circa eventuali intolleranze alimentari o diete particolari degli invitati. Non vorrete mica che il vostro amico vegano e la vostra amica celiaca restino a digiuno!

STEP 12 – 1 mese prima

Fare la prova trucco e parrucco.
Definire tutti i particolari del matrimonio.
Festeggiare l’addio al celibato/nubilato.
Organizzare i tavoli. A questo proposito, mi raccomando, non fatelo all’ultimo minuto! Non solo richiede tempo, ma in questa fase reggete in mano i delicati equilibri psico-sociali del vostro matrimonio. Poi succede che vostra cugina si ritrova al tavolo con il suo ex, che è ovviamente uno dei migliori amici di vostro marito, e ci scappa l’omicidio di massa. Evitiamo.

STEP 13 – 2 settimane prima

Confermare gli orari ai fornitori.

Ecco, diciamo che questa è, più o meno, la scaletta che vi porterà al grande giorno. Sfruttatela pure e … che sia un matrimonio da sogno!

Storia di un amore: ricordi che non andranno perduti
febbraio 08 , 2018 fidanzamento matrimonio racconti

Storia di un amore: ricordi che non andranno perduti

Vi è mai capitato di svegliarvi insolitamente tristi o stanchi, senza un motivo preciso? D’altronde a chi non capita? Be’, per quanto mi riguarda, quando accade nulla è meglio di una passeggiata e di un buon caffè.

Perché vi chiedo questo? Semplice. A volte quando meno ce lo aspettiamo, accade sempre qualcosa di insolito. Proprio qualche giorno fa, mentre aspettavo che si liberasse un tavolo per sorseggiare il mio caffè – fuori pioveva, era proprio una pessima giornata – una signora, della bellezza di 97 anni, mi ha fatto cenno di accomodarmi al suo tavolo sentenziando: “Chi beve il caffè in piedi, muore povero”. Non potevo esimermi dall’accettare l’invito. Tra una chiacchiera e l’altra, la signora mi chiese quale fosse il mio lavoro, risposi che organizzo matrimoni e la signora si illuminò e iniziò il suo splendido racconto:

Ho 97 anni, sono nata e cresciuta durante la guerra. Erano anni difficili, non c’erano soldi, non c’era cibo. La mia città fu ridotta ad un cumulo di macerie ma nonostante tutto questo, ho vissuto felice e ricca perché ho potuto conoscere il mio Grande Amore! Eravamo innamorati, noi, due innamorati veri! Al giorno d’oggi non esistono più amori come quello che provavamo noi l’uno per l’altra.

Lui era un militare, io una giovane ragazza perdutamente innamorata di lui. Fu un incontro semplice: camminavo per strada con mio fratello e mia sorella e ci imbattemmo in questi giovani soldati e tra noi nacque subito una splendida amicizia. Passammo diverse serate tutti assieme, ballavamo, cantavamo: bastava un disco ed era subito festa. Non avevamo bisogno di grandi cose per essere felici.

 

La vita non è sempre stata benevola con noi. La guerra mi portò via mio fratello, fu un momento molto difficile per la mia famiglia e in quel periodo pure mio padre dovette lasciarci per cercare lavoro in Germania e riuscire così ad aiutare la famiglia.

L’ 8 settembre del 1943 a causa del tradimento di Mussolini nei confronti di Hitler, dovemmo nascondere i nostri amici militari in casa e li vestimmo da civili con il guardaroba di mio fratello, per dar loro la possibilità di tornare a casa. Naturalmente Lui rimase con noi.

Non ci dichiarammo mai. Ci parlavamo con gli occhi e fu proprio dopo un lungo ed intenso sguardo che ricevetti il mio primo bacio. Lo pregai di chiedere a mia madre che ci desse la sua benedizione e lei rispose che aveva perso un figlio ma che grazie a Lui, ne aveva ritrovato un altro. Molto diversa fu la risposta di mio padre, che maledì il treno che lo portò a casa nostra.

Quando dovette tornare a casa, ci fu una lunga corrispondenza tra noi che durò 7 interminabili anni. Io ero la sua Bebi, Lui il mio Bubi.

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Ogni giorno mi scriveva ed ogni giorno io correvo incontro al postino per essere la prima a leggere quelle lettere che ovviamente nascondevo per non doverle dare ai miei genitori. Sfortunatamente, mio padre scoprì la corrispondenza e mi fece bruciare tutte lettere che ora restano solo nella mia memoria.
Mio padre all’epoca aspirava per me la vita ecclesiastica: per una suora in convento il pane era assicurato e noi avevamo tutti una gran fame. La guerra aveva colpito profondamente.

Il mio primo regalo fu una splendida acqua marina che custodisco ancora gelosamente. Me la diede in mano dentro una scatolina ma di nascosto, perché quelli erano soldi “rubati” al cibo! Gli anelli non si potevano mangiare, non c’erano gioielli per nessuno durante la guerra, o quasi…

Il 18 maggio 1950 finalmente ci sposammo.

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Io facevo l’infermiera e una signora che avevo assistito durante la sua malattia, per sdebitarsi, confezionò il mio abito da sposa mentre mia madre cucì la mia sottoveste con della seta pregiata del Giappone (anche questo dono di un mio caro paziente).

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Non ci fu rinfresco, non ci fu nulla, tornammo a casa a piedi dalla chiesa. Eravamo solo noi ed i nostri cari e questo era tutto quello di cui avevamo bisogno. Non cambierei nulla del mio matrimonio.
Il nostro viaggio di nozze ci fu regalato dalle Ferrovie dello Stato dove il mio Bubi lavorava: 2 biglietti per Milano.

La prima notte di nozze dormimmo assieme tenendoci la mano per tutta la notte. Dietro ogni difficoltà e disgrazia che abbiamo vissuto – la guerra, la morte, la fame, la povertà – c’era il nostro grande amore a sostenerci.

Io sono vecchia, ho 97 anni, e sono ormai parecchio avanti con l’età, non pretendo che qualcuno mi ricordi ma se la mia storia, grazie al tuo racconto, riuscirà a scaldare il cuore a qualcuno o a renderlo meno disilluso nei confronti dell’amore, ecco, per me sarà abbastanza.

Non potevo non condividere con voi questa splendida storia d’amore! Spero che ora possa abitare la memoria di tutti coloro che la leggeranno… Le favole esistono.